IL RIFUGIO

Il rifugio Miryam è immerso in un paesaggio idilliaco e accoglie i propri ospiti come in famiglia. La sua storia è legata all'industria idroelettrica e alla Resistenza. Il rifugio è gestito dalla guida alpina Cecilia Cova e da Lorenzo Scandroglio, entrambi membri del soccorso alpino.

Vari sono i passatempo offerti dalla casa: oltre a splendide passeggiate per tutti e la possibilità di vedere animali selvatici che vivono in ambiente alpino, il rifugio è vicino a numerosi itinerari di arrampicata sportiva (circa 200 tiri tra monotiri e vie multipitch), ha un vasto parco botanico e offre varie passeggiate di forte interesse mineralogico e geologico. In inverno e primavera le montagne prospicienti il rifugio offrono infinite possibilità per la pratica dello scialpinismo e delle racchette da neve, incluse le gite notturne.


LA CASA E L'ACCOGLIENZA

In un continuo processo di miglioramento, dispone di 49 posti letto (oltre che di un sottotetto mansardato) divisi in camere a cuccette da 6, 9 e 12 letti, con fornitura di coperte, servizi e docce al piano con acqua calda e fredda, riscaldamento sia a pannelli solari sia elettrico, sala da pranzo e, soprattutto, una curata cucina casalinga attenta alla qualità e al prodotto locale.

La struttura si presta molto bene all'accoglienza di gruppi grazie alla presenza di ampi spazi di ritrovo (veranda interna ed esterna, sala da pranzo, sala yoga o per incontri culturali, camerate).


LA VAL FORMAZZA
 
La Val Formazza è la prosecuzione della Valle Antigorio, caratterizzate dalla presenza del fiume Toce, il più importante di tutta l'Ossola, la cui cascata (143 m) è definita a ragione la più bella d'Europa. La valle ha notevolmente risentito a livello linguistico e architettonico della presenza della popolazione Walser di cui rimangono numerosi lavori di artigianato e soprattutto le case, vere e proprie opere d'architettura alpestre di perfetta integrazione ambientale.
 
E' una valle ricca sia dal punto di vista mineralogico sia da quello idrico con numerosi sbarramenti artificiali ma anche con laghi naturali situati spesso ad alte quote.
 
Gran parte del territorio della Val Formazza è stato riconosciuto dalla Comunità Europea come territorio di altissimo pregio ambientale e faunistico, tanto da essere stato codificato al massimo livello europeo di qualità, come attestano i codici ZPS (Zona a protezione speciale) e SIC (Sito di interesse comunitario) per la biodiversità e la presenza di indicatori biologici che dimostrano l'eccellenza qualitativa delle sue acque e dell'aria.
 
LA FAUNA
 
Camoscio
 
Alto fino a circa 90 cm, ha corna brevi, curvate indietro a uncino, zampe lunghe e agili, pelo bruno fulvo, corpo robusto. Il camoscio è diffuso, al di sopra dei 1000 m, sulle Alpi, sui Carpazi, sui Pirenei, in Asia Minore e nel Caucaso.
 
Capriolo
 
Più piccolo del cervo, ha corpo snello, pelo bruno rossiccio, corna caduche, ramificate nel maschio. Vive in alcune zone d'Italia e nei boschi d'Europa centromeridionale. Si ciba di erbe e bacche.
 
Stambecco
 
Diffuso un tempo su tutte le catene montuose d'Europa, vive ora soltanto nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e in poche altre zone delle Alpi. Il maschio ha corna anellate e lunghe in media 70 cm; la femmina ha corna più corte.
 
Volpe
 
Nome comune di numerosi carnivori della famiglia dei Canidi, il cui prototipo è la volpe comune o rossa con corpo snello, lungo fino a 1,25 m, muso appuntito, orecchie grandi, diritte, pelo lungo e morbido; vive in Europa in vari habitat, tra cui quello dei boschi di montagna. E' una grande divoratrice di topi e per questo motivo funge da regolatrice ambientale.
 
Marmotta
 
La specie più nota è la marmotta comune che vive sulle Alpi fino ai 3000 metri. E' lunga 60 cm e ha il manto bruno grigiastro. Trascorre l'inverno in letargo in profonde tane, ma non è difficile udirne il caratteristico fischio d'allarme durante il resto dell'anno.
 
Arvicola
 
Nome comune di molti roditori della famiglia dei Cricetidi, detti anche campagnoli. L'arvicola terrestre, o ratto d'acqua, vive lungo i corsi d'acqua e scava lunghe gallerie nel terreno. L'arvicola delle nevi è più piccola e vive nelle pietraie e praterie d'alta quota, nutrendosi di piante alpine e mirtilli che accumula durante la bella stagione.
 
Ermellino
 
Carnivoro mustelide dal corpo snello e agile, lungo circa 40 cm, con capo piccolo, muso appuntito, coda sottile. D'inverno è coperto da un pelo candido ad eccezione della punta della coda che è nera; d'estate è bruno chiaro-giallastro. Vive in tutto l'emisfero boreale.
 
Faina
 
Carnivoro della famiglia dei Mustelidi, simile alla martora ma più piccolo. Si nutre di varie prede vive, soprattutto animali domestici ma anche topi e ratti.
 
Donnola
 
Carnivoro mustelide dal corpo snello, allungato, coda breve, pelo rossiccio, bruno e bianco. Si nutre di roditori e piccoli uccelli.
 
Scoiattolo
 
Nome comune di molti Roditori, di cui il più noto è lo scoiattolo comune, lungo circa 45 cm (coda compresa), con muso piccolo dotato di vibrisse mobili e con una splendida coda coperta da pelo folto e morbido.
 
Pernice bianca
 
Nome comune di alcuni uccelli Galliformi: pernice rossa, pernice sarda e pernice bianca o delle nevi. Quest'ultima predilige le zone fredde, ad alta quota, e ama in particolare la neve. E' difficile da identificare proprio a causa della sua colorazione mimetica, che diventa candida d'inverno e le permette di fuggire all'ultimo momento dai pericoli.
 
Sordone
 
Uccello passeriforme di medie dimensioni con mento e gola bianchi macchiettati di nero. Vive nelle regioni montuose: sverna più in basso, e nidifica nei buchi tra i sassi o nella vegetazione.
 
Gracchio alpino
 
Il gracchio alpino si trova in montagna tra i 1500 e i 4000 metri, scendendo solo nella stagione invernale sotto queste quote. Vive in stormi numerosi e si lascia avvicinare dall'uomo perché non è oggetto di caccia. I nidi vengono costruiti in piccole cavità inaccessibili per mezzo di steli e piccoli bastoncini; l'interno di essi viene rivestito di peli di mammiferi montani come stambecchi e marmotte.
 
Fringuello alpino
 
Uccello passeriforme che nidifica tra le rocce delle montagne al di sopra dei 1900 metri. E' strettamente dipendente dai nevai per quanto riguarda la propria alimentazione, ed è tra le specie a rischio d'estinzione a causa del riscaldamento globale.
 
Aquila
 
L'aquila reale è un maestoso uccello con il becco uncinato, le zampe piumate e gli artigli atti a trattenere grosse prede; vive in Eurasia e in Nordamerica. Costituisce coppie durature in cui la femmina, più grossa del maschio, depone due uova nel nido. Un solo piccolo riesce normalmente a raggiungere l'età adulta. Si ciba normalmente di prede vive, che cattura con velocissime picchiate e uccide con i possenti artigli o, per gli animali più grandi, lasciandole cadere dall'alto.
 
Falco
 
Tra i più noti è il velocissimo falco pellegrino, detto anche il falcone, che venne usato fin dal Medioevo per la caccia; cattura le sue prede - soprattutto uccelli - in volo, piombando loro addosso con una velocissima picchiata (anche più di 300 km/h) e uccidendole con i forti artigli o finendole con un colpo del robusto becco. Tutti i falchi sono utili perché distruggono insetti nocivi.
 
Poiana
 
Uccello affine all'aquila, ma di dimensioni minori, con piumaggio di vari colori. Cattura le prede (in prevalenza topi) sul terreno dopo aver atteso il momento propizio sugli alberi. E' piuttosto comune soprattutto in ambienti di collina e montagna.
 
Allocco
 
Uccello rapace notturno, con testa grossa e grandi occhi ravvicinati: ha vista acutissima e udito formidabile. E' utile all'uomo perché distrugge piccoli roditori e insetti nocivi. E' comune in Italia.